El Biutz, la frontiera delle portadoras
El Biutz è la frontiera commerciale più illegale di tutta l’area di Schengen. E’ un varco pedonale di confine semi-legale, aperto verso la fine del 2004 a poche centinaia di metri dalla frontiera ufficiale Ceuta e il Marocco. Permette il transito delle persone, e di ciò che portano con sé, in una sola direzione, dall’enclave spagnola verso il territorio marocchino.
Ogni mattina, dal lunedì al giovedì, il poligono di El Tarahal, area di magazzini commerciali alla periferia estrema di Ceuta, è invasa da quasi 10.000 persone. Sono per la maggior parte donne marocchine, rimaste sole, o con figli piccoli a carico, ma anche uomini non più giovani o invalidi parziali, che entrano nell’enclave per necessità, per fare le/i portadores.
Si caricano sulle spalle pacchi enormi, che arrivano a pesare anche una cinquantina di chili, contenenti merci di tutti i tipi, dalle scarpe agli alcolici, legali ed illegali, difficilmente reperibili in Marocco.
Attendono anche un’ora in fila prima di poter passare tramite il varco di El Biutz, un condotto metallico diviso in due parti che separa uomini e donne. La Gendarmerie Royal marocchina che sorveglia il passaggio, imporrebbe un balzello compreso tra i 5 ed i 15 euro per ogni pacco trasportato, ma i portadores, sostengono voci locali, ne pagherebbero solo 5, in quanto obbligati dai loro caporali, che preferiscono risparmiare, a salire la ripida collina antistante per scaricare i carichi al macrò del commercio in Marocco (una sorta di mercato a celo aperto affollato di camioncini e grand taxi stipati di merci all’inverosimile) e quindi riprendere la strada di El Tarahal. Il tutto per un compenso di circa 5 euro a viaggio, il che porta ad un reddito complessivo di una ventina di euro al giorno, quando se ne ha la forza e se tutto si svolge senza intoppi.

I pacchi sono stati preparati appositamente per le mujeres mulas, così vengono chiamate, dai commercianti di Ceuta, che, approfittando della particolare condizione di porto franco di cui il territorio gode, hanno acquistato merci a basso prezzo (conviene molto di più che acquistare i prodotti a Tangeri e pagare le imposte alla dogana di Rabat) per poi rivenderle con ampio guadagno in Marocco o in altri paesi africani.
Questa situazione illecita di contrabbando e sfruttamento disumano, viene tollerata dal governo spagnolo e dal regno marocchino, i due paesi infatti pongono a sorvegliare il varco illegale da un lato la polizia nazionale e dall’altro la Gendarmerie Royal.
El Biutz è stato creato per questioni di opportunità politica ed economica di entrambe i paesi. Il Marocco non riconosce Ceuta come territorio spagnolo, la considera zona occupata, e quindi non può aprire una dogana commerciale ufficiale verso di essa senza porsi in contraddizione, nonostante dal 2004 i rapporti diplomatici con la Spagna appaiano migliorati. D’altra parte Ceuta, pur avendo la necessità di decongestionare la frontiera ufficiale di El Tarahal e di nascondere, almeno parzialmente agli occhi dei turisti, il traffico illegale che avviene tramite i portadores, non ha voluto però rinunciare ai cospicui introiti da esso derivanti, che si calcolano, secondo fonti ufficiali, tra i 500 (secondo Ceuta) e i 700 (secondo il Marocco) milioni di euro l’anno. *
El Biutz somiglia ad un girone dell’inferno dantesco, con file ininterrotte di donne e uomini carichi all’inverosimile che salgono la collina; la fatica, i furti, le spinte e le cadute e la calca sono pericoli sempre in agguato: nel maggio del 2009 due donne sono morte calpestate dalla folla. In seguito a questo fatto la Spagna ha aumentato il numero dei poliziotti addetti alla sorveglianza dell’ordine pubblico nella zona del varco e sono state imposte ai portadores alcune norme minime di sicurezza, comunque insufficienti, come il divieto di correre e portare pacchi eccessivamente voluminosi, o l’obbligo di avere una mano libera per proteggersi in caso di caduta.
Dal gennaio del 2009 esiste un progetto per migliorare la situazione di El Biutz, tramite l’ampliamento dell’area del confine ufficiale di El Tarahal e la creazione di una sorta di area per controllare l’affluenza dei portadores. Ad oggi tuttavia non sembra in procinto di essere attuato e tantomeno si accenna alla possibilità di aprire una frontiera commerciale legalmente riconosciuta tra Ceuta e Marocco.
* Fonte: El País-Edición impresa 26/05/2009

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