<?xml version="1.0" ?>
<?xml-stylesheet href='rss.css' type='text/css'?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
	<title>Luana Monte photographer rss</title>
	<link>http://www.luanamonte.com</link>
	<atom:link href="http://www.luanamonte.com/public/rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<description>Luana Monte photographer - a web based photographic archive and portfolio of reportages, commercial, industrial and personal research photos. follow al list of available items.</description>
	<copyright>copyright 2009 Luana Monte</copyright>
	<language>en-EN</language>
	<managingEditor>luana@intandem.it (Luana Monte)</managingEditor>
	<webMaster>luana@intandem.it (Luana Monte)</webMaster>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Nov 2010 12:30:25 +0100</lastBuildDate>
	<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 12:30:25 +0100</pubDate>
	<ttl>720</ttl>
	<image>
		<url>http://www.luanamonte.com/compo/dia_logo.png</url>
		<link>http://www.luanamonte.com</link>
		<title>Luana Monte photographer rss</title>
		<width>144</width>
		<height>39</height>
	</image>
	<item>
		<enclosure url="http://www.luanamonte.com/photo/icon/ico_rep1_014.jpg" length="16541" type="image/jpeg" />
		<title><![CDATA[El Biutz, la frontiera delle portadoras]]></title>
		<link>http://www.luanamonte.com/work.php?number=7</link>
		<guid>http://www.luanamonte.com/work.php?number=7</guid>
		<description><![CDATA[El Biutz è la frontiera commerciale più illegale di tutta l’area di Schengen. E’ un varco pedonale di confine semi-legale, aperto verso la fine del 2004 a poche centinaia di metri dalla frontiera ufficiale Ceuta e il Marocco. Permette il transito delle persone, e di ciò che portano con sé, in una sola direzione, dall’enclave spagnola verso il territorio marocchino.  <br />
Ogni mattina, dal lunedì al giovedì, il poligono di El Tarahal, area di magazzini commerciali alla periferia estrema di Ceuta, è invasa da quasi 10.000 persone. Sono per la maggior parte donne marocchine, rimaste sole, o con figli piccoli a carico, ma anche uomini non più giovani o invalidi parziali, che entrano nell’enclave per necessità, per fare le/i portadores. <br />
Si caricano sulle spalle pacchi enormi, che arrivano a pesare anche una cinquantina di chili, contenenti merci di tutti i tipi, dalle scarpe agli alcolici, legali ed illegali, difficilmente reperibili in Marocco. <br />
Attendono anche un’ora in fila prima di poter passare tramite il varco di El Biutz, un condotto metallico diviso in due parti che separa uomini e donne. La Gendarmerie Royal marocchina che sorveglia il passaggio, imporrebbe un balzello compreso tra i 5 ed i 15 euro per ogni pacco trasportato, ma i portadores, sostengono voci locali,  ne pagherebbero solo 5, in quanto obbligati dai loro caporali, che preferiscono risparmiare, a salire la ripida collina antistante per scaricare i carichi al macrò del commercio in Marocco (una sorta di mercato a celo aperto affollato di camioncini e grand taxi stipati di merci all’inverosimile) e quindi riprendere la strada di El Tarahal. Il tutto per un compenso di circa 5 euro a viaggio, il che porta ad un reddito complessivo di una ventina di euro al giorno, quando se ne ha la forza e se tutto si svolge senza intoppi.      <br />
<br />
I pacchi sono stati preparati appositamente per le mujeres mulas, così vengono chiamate, dai commercianti di Ceuta, che, approfittando della particolare condizione di porto franco di cui il territorio gode, hanno acquistato merci a basso prezzo (conviene molto di più che acquistare i prodotti a Tangeri e pagare le imposte alla dogana di Rabat) per poi rivenderle con ampio guadagno in Marocco o in altri paesi africani. <br />
Questa situazione illecita di contrabbando e sfruttamento disumano, viene tollerata dal governo spagnolo e dal regno marocchino, i due paesi infatti pongono a sorvegliare il varco illegale da un lato la polizia nazionale e dall’altro la Gendarmerie Royal. <br />
El Biutz è stato creato per questioni di opportunità politica ed economica di entrambe i paesi. Il Marocco non riconosce Ceuta come territorio spagnolo, la considera zona occupata, e quindi non può aprire una dogana commerciale ufficiale verso di essa senza porsi in contraddizione, nonostante dal 2004 i rapporti diplomatici con la Spagna appaiano migliorati. D’altra parte Ceuta, pur avendo la necessità di decongestionare la frontiera ufficiale di El Tarahal e di nascondere, almeno parzialmente agli occhi dei turisti, il traffico illegale che avviene tramite i portadores, non ha voluto però rinunciare ai cospicui introiti da esso derivanti, che si calcolano, secondo fonti ufficiali, tra i 500 (secondo Ceuta) e i 700 (secondo il Marocco) milioni di euro l’anno. *<br />
El Biutz somiglia ad un girone dell’inferno dantesco, con file ininterrotte di donne e uomini carichi all’inverosimile che salgono la collina; la fatica, i furti, le spinte e le cadute e la calca sono pericoli sempre in agguato: nel maggio del 2009 due donne sono morte calpestate dalla folla. In seguito a questo fatto la Spagna ha aumentato il numero dei poliziotti addetti alla sorveglianza dell’ordine pubblico nella zona del varco e sono state imposte ai portadores alcune norme minime di sicurezza, comunque insufficienti, come il divieto di correre e portare pacchi eccessivamente voluminosi, o l’obbligo di avere una mano libera per proteggersi in caso di caduta.  <br />
Dal gennaio del 2009 esiste un progetto per migliorare la situazione di El Biutz, tramite l’ampliamento dell’area del confine ufficiale di El Tarahal e la creazione di una sorta di area per controllare l’affluenza dei portadores. Ad oggi tuttavia non sembra in procinto di essere attuato e tantomeno si accenna alla possibilità di aprire una frontiera commerciale legalmente riconosciuta tra Ceuta e Marocco.<br />
* Fonte: El País-Edición impresa 26/05/2009]]></description>
		<author>luana@intandem.it (Luana Monte)</author>
	</item>
	<item>
		<enclosure url="http://www.luanamonte.com/photo/icon/ico_rep2_001.jpg" length="9410" type="image/jpeg" />
		<title><![CDATA[Romania: The Liquid Border]]></title>
		<link>http://www.luanamonte.com/work.php?number=3</link>
		<guid>http://www.luanamonte.com/work.php?number=3</guid>
		<description><![CDATA[A gennaio 2007, la Romania è entrata nell’Unione Europea. Il Delta del Danubio, per l’80%  in territorio rumeno,  torna a segnare il confine orientale dell’Europa, passaggio imprescindibile per il Mar Nero.<br />
La regione del Delta è un’area umida di circa 800.000 ettari di inestimabile valore ambientale. Il fiume ospita oltre 1200 varietà di piante, 300 specie di uccelli (questo è il luogo in cui milioni di volatili provenienti da diverse parti della Terra vengono a deporre le loro uova) e 45 specie di pesci d&#039;acqua dolce nei suoi numerosi laghi e paludi. <br />
Nel 1991, grazie alla Ramsar Convention on Wetlands, il delta del Danubio è stato inserito dall&#039;UNESCO nell&#039;elenco dei siti indicati come patrimonio dell&#039;umanità e riserva della biosfera. <br />
Il delicato equilibro sociale e ambientale dell’area, però, è oggi seriamente minacciato.<br />
L’acqua del fiume presenta alti livelli di inquinamento per diverse ragioni: la navigazione nel canale, le emissioni industriali e la presenza di discariche lungo tutto il corso. <br />
L’acqua non arriva nella maggior parte delle abitazioni private e gli abitanti dell’area se la procurano estraendola dai pozzi. Ma anche questa, nella maggior parte dei casi, non è potabile.<br />
L’economia locale è basata sulla pesca, l’allevamento, l’apicultura e il turismo, ma non riesce ad andare oltre un livello di mero sostentamento. Le infrastrutture turistiche si stanno sviluppando velocemente, ma non esiste alcuna legge di regolamentazione e di controllo, a scapito delle piccole realtà imprenditoriali locali. <br />
La disoccupazione femminile raggiunge percentuali del 90% e l’età media della popolazione si sta alzando a causa delle forti dinamiche migratorie.<br />
La questione Danubio dovrà essere affrontata nel prossimo futuro. Romania e Unione Europea dovranno trovare un equilibrio virtuoso tra sviluppo socio economico e protezione ambientale.<br />
<br />
In January 2007, Romania officially entered the European Union. Danube Delta returns to mark the extreme eastern border of Europe at Black Sea gates.<br />
Danube Delta, 80% in Romanian territory, is a humid area of nearly 800.000 hectares of inestimable environmental value and it counts about 15.000 thousands people. Since1991, thanks to Ramsar Convention on Wetlands,  it is a member of the UNESCO World Heritage List.<br />
This area has a very fragile social and environmental balance  and, at the moment, it presents problems which  can undermine its existence in a very close future. <br />
Danube water pollution results from multiple reasons: besides ships navigation along canals, industrial emissions and sewer dumping that flow into the river along its course which is 2.900 kilometres long and crosses ten countries.<br />
Most private houses in the Danube Delta area do not have running water, and the water drawn from common wells by the inhabitants for drinking and domestic needs, in many cases is not drinkable.<br />
Local economy, based on fishing, cattle-breeding, apiculture and summer tourism, is presently  at a subsistence level and it is linked to women unemployment that reaches 90%. <br />
Tourist infrastructure is developing very fast but it is not clearly regulated by public laws and local authorities, and it is disadvantageous for small local estates. <br />
Besides, the average age of population is growing old as many young people emigrate.<br />
Romania and European Union will have to face the challenge of gradually solving these problems and the application of a virtuous balance between socio-economic development and environmental protection.]]></description>
		<author>luana@intandem.it (Luana Monte)</author>
	</item>
	<item>
		<enclosure url="http://www.luanamonte.com/photo/icon/ico_rep3_001.jpg" length="8566" type="image/jpeg" />
		<title><![CDATA[Le città invisibili]]></title>
		<link>http://www.luanamonte.com/work.php?number=8</link>
		<guid>http://www.luanamonte.com/work.php?number=8</guid>
		<description><![CDATA[Seguendo le uscite notturne dei medici dell&#039;unità di strada dell&#039;associazione Naga negli accampamenti e nelle baraccopoli abitate dagli immigrati irregolari alla periferia di Milano...]]></description>
		<author>luana@intandem.it (Luana Monte)</author>
	</item>
</channel>
</rss>
